5 Giugno 2022 ore 12:06

Meteo e Cambiamenti Climatici: dati interessanti dai dipinti

I pittori sono testimoni del cambiamento climatico

Meteo e Cambiamenti Climatici: dati interessanti dai dipinti

MeteoGiuliacci

 

Un'originale ricerca svolta alla fine degli anni ’60 dal meteorologo tedesco Hans Neuberger ha messo a confronto circa 12000 dipinti realizzati fra il 1400 e il 1967 e conservati in una quarantina di musei sparsi tra Europa e Nord America. Con quale scopo? Trovare la conferma delle variazioni climatiche degli ultimi secoli nelle tele di celebri artisti del passato! 

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Tutte le nuvole del pittore

Nel suo studio, pubblicato nel 1970 con il titolo Climate in Art, lo studioso tedesco ha analizzato la copertura nuvolosa riprodotta dagli artisti del passato e presente in ben 6500 di questi quadri, individuando così grazie a quanto osservato nei dipinti tre periodi principali: uno che va dal 1400 al 1550 circa, uno compreso tra il 1550 e il 1850, e infine uno che copre la fase dal 1850 al 1967, data in cui è stato realizzato il più recente dei quadri da lui presi in considerazione. Nella prima fase, quella dal 1400 al 1550, i dipinti mostrano una maggior presenza di cieli sereni, con atmosfera più tersa e limpida, e nubi basse assai meno presenti rispetto a tutto l’arco temporale successivo. 

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Il Grande Freddo intrappolato dalla cornice

Le nubi basse, che solitamente portano il cattivo tempo e nascondono con maggior efficienza il sole, aumentano invece con decisione nelle opere dipinte nel secondo periodo, quello tra il 1550 e il 1850, che coincide anche con il culmine della Piccola Era Glaciale, un’epoca in cui il clima del nostro Pianeta ha subito un improvviso e deciso raffreddamento. In effetti in molti quadri del XVIII e XIX secolo, anche se ambientati nella stagione estiva, compaiono molte nubi, con una copertura nuvolosa che nella maggior parte dei casi è del 50-75% (l’equivalente di un cielo nuvoloso o molto nuvoloso). Anche il pittore romantico inglese John Constable, che visse nel Sussex tra la fine del ‘700 e gli inizi del ‘800 ed ebbe grande successo grazie a dipinti che ritraggono la campagna inglese, mostra nelle sue opere cieli che sono mediamente per almeno tre quarti coperti da nuvole. E la stessa notevole presenza di nuvolosità si può osservare anche nelle opere del suo contemporaneo Joseph Mallord William Turner, che dipinse cattedrali e paesaggi in lungo e largo attraverso il territorio inglese. 

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Anche l’artista vede l’inquinamento

Nell’ultimo periodo, quello dopo il 1850, le nuvole rappresentate nei dipinti tornano invece a diminuire e il tempo ritratto appare in generale migliore. Nella seconda metà del XIX secolo in effetti le temperature medie planetarie sono rapidamente risalite, e in Europa e Nord America le estati son diventate via via più calde e soleggiate e gli inverni meno rigidi e tempestosi. Tuttavia i cieli dipinti dopo il 1850 non appaiono così azzurri e limpidi come nel periodo precedente al 1550: a quanto pare i pittori della seconda metà del XIX secolo e del XX secolo hanno dovuto fare comunque i conti con un’atmosfera più “sporca”, inquinata dal pulviscolo e dai gas emessi dalle attività industriali prima assenti. Insomma nel corso degli ultimi secoli i maggiori pittori americani ed europei hanno, tutti assieme, inconsapevolmente descritto le variazioni cui è andato incontro il clima della Terra. 

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Fonte: MeteoGiuliacci.it
Autore: Mario Giuliacci


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