In pubblicazione il 16 MAR 2016

Allergie da pollini in vista

I consigli….


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Sono quasi 8 milioni gli italiani che soffrono di allergie, la maggior parte delle quali però scatenate dai pollini liberati dalla fioritura delle piante in primavera. In genere ai più provocano solo qualche starnuto, prurito nasale,  senso di chiusura del naso, bruciore agli occhi e tosse secca, ma per ben 3 milioni di italiani le conseguenze sono molto più serie perché sopraggiungono attacchi di asma.  I primi pollini ad entrare in circolazione  sono quelli liberati, nel mese di marzo, da betulle, noccioli, ontani e cipressi. Poi, in aprile compaiono i pollini della parietaria e, alla fine del mese, anche quelli delle graminacee.

Ma ecco i sintomi classici delle allergie da pollini:

 

 starnuti, naso perennemente gocciolante, occhi arrossati, raffreddore insistente, crisi di asma, riduzione dell’odorato e dell’udito. Malattie che dilagano tanto che la diffusione della pollinosi  è addirittura raddoppiata nel corso degli ultimi 20 anni, e, mentre un tempo colpiva soprattutto bambini e adolescenti, da qualche tempo colpisce anche gli anziani.

Ma ecco una lista delle piante maggiormente  responsabili delle allergie primaverili da pollini:

 

frumento, granturco, orzo, gramigna, parietaria, ortica, ulivo, salice, pioppo, platano, faggio, quercia e castagno. Vedete quindi, nel limite del possibile, di stare alla larga, dai luoghi ove vivono tali piante.

 

Alcuni consigli  per le allergie da pollini

 

  • evitare, se possibile, di uscire tra le 5 e le 10 del  mattino, ore nelle quali i pollini raggiungono la massima concentrazione, perché tendono a ristagnare e ad accumularsi in prossimità del suolo;
  • evitare le gite in campagna;
  • per il fine settimana scegliere le località marine perché le brezze che soffiano dal mare, oltre a trasportare aria pulita, spazzano via anche i pollini;
  • quando soffia il vento, la concentrazione di pollini tende ad aumentare e quindi è bene restare il più possibile entro ambienti chiusi;
  • chiudere i finestrini quando si viaggia in auto;
  • evitate lo smog cittadino perché fornisce vie preferenziali di accesso  all’organismo attraverso le microlesioni.
  • spazzolarsi gli abiti  ed i capelli al rientro a casa;
  • vaccinarsi tra la metà di gennaio ed i primi di febbraio.
  • Fare  suffumigi

 

Ma è opportuno anche porre particolare attenzione a che cosa si mangia perché è stato scoperto che chi soffre di allergia da pollinosi diviene ben presto allergico anche verso specifiche sostanze alimentari. Ad esempio, i pollini delle betulacee scatenano un’ipersensibilità verso le carote, le patate e le mele; quelli dell’Artemisia vulgaris  inducono invece allergie verso il sedano e il finocchio; ed infine i pollini dei fiori del pesco rendono insopportabile altri frutti come prugne, albicocche, mele  e mais.

 

 

 

 

 

Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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