In pubblicazione il 1 AGO 2015

Anche gli animali "sentono" il tempo?

Sono numerosi i comportamenti animali dai quali l’ancestrale cultura contadina era solita trarre presagi per il tempo e per il clima


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Ad esempio l’estate promette di essere poco piovosa se la gazza costruisce il nido sulla parte più alta dell’albero; al contrario, qualora pavoncelle e pivieri migrino in folti stormi vi è la minaccia di un lungo periodo piovoso.

La scienza a dire il vero è molto dubbiosa riguardo la capacità degli animali di presagire i mutamenti climatici, ma riconosce loro una certa sensibilità nel preavvertire i cambiamenti locali nelle condizioni meteo nelle prossime ore.  

E così all’approssimarsi di una tempesta lo scricciolo cerca rifugio all’interno di siepi o negli incavi degli alberi, mentre se le gazze gracchiano con gran sbattere di ali allora preparate l’ombrello perché è in arrivo la pioggia. E quando i  merli mangiano con ingordigia probabilmente sono imminenti piogge di lunga durata, ma se le galline che disputano il becchime allora non attendetevi imminenti cambiamenti del tempo.

 Il bel tempo stabile è annunciato da una maggiore vivacità di tutti i volatili: i piccioni tornano più tardi al nido e si allontanano alla ricerca del cibo, i rondoni volano altissimi, fino a quasi 6 km di quota, gli usignoli cantano giorno e notte. Possiamo quindi confidare nel bel tempo se a suggerircelo sono rondini, allodole o pettirossi che cantando volano in alto; ma se le rondini volano radente il terreno… forse non è la giornata adatta ad una passeggiata all’aperto! Grandi stormi di allodole alla sera poterebbero essere seguiti, a brevissimo tempo, da pioggia o nebbia, mentre il radunarsi di corvi sui campi può far sperare in una bella giornata.


Numerosi i segnali anche per l’imminente arrivo del vento.Le oche tentano ripetutamente di volare, i piccioni in volo sbattono più forti le ali, le rondini lungo i vigneti si mantengono da un solo lato del filare in attesa di poter catturare gli insetti che il vento sospingerà dal lato opposto. E’ comunque credibile che gli uccelli, per il fatto di essere a stretto contatto con l’ambiente in cui gli eventi meteorologici si verificano e si susseguono, più di altri animali hanno capacità di “sentire” gli imminenti cambiamenti del tempo. Non sono però gli unici ad essere sensibili alle variazioni delle condizioni atmosferiche: le formiche, ad esempio, corrono più veloci quando la pressione atmosferica è in aumento e, quando il tempo è in peggioramento, i cavedani emergono sul pelo dell’acqua agitandosi, mentre  rane e rospi intonano i loro monotoni cori.

E… attenzione anche all’asino perché, quando agita le orecchie, si dice che preannunci pioggia.

Mah!

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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