In pubblicazione il 24 OTT 2017

Foehn probabile ancora nel fine settimana: gli effetti sulla nostra mente

Insieme ai temporali, è il fenomeno meteo che più altera lo stato psichico

Fig.1 - Tipica situazione di Foehn domenica 30 ottobre
Fig.1 - Tipica situazione di Foehn domenica 30 ottobre
Fonte Immagine: wetteronline

 

Tra sabato 28 e lunedì 30 ottobre  il Piemonte,  la Val d'Aosta e la Lombardia saranno probabilmente investiti da sostenuto Foehn,  quel tipico vento secco che discende precipitosamente dalle vallate  delle Alpi.

Fig.1 - Tipica situazione di Foehn domenica 29  ottobre

E molti di Voi, statene certi, saranno preda della “sindrome da Foehn”.  

Cosa è  e perché?

In realtà all’inizio è un vento freddo e umido proveniente dal Nord Atlantico e che, a seguito del forte dislivello barico (più di 10 hPa) tra l'alta pressione, da accumulo, sul versante sopravvento e la bassa pressione sul lato padano,  è costretto a scavalcare la barriera alpina centro-occidentale, acquistando  velocità,  fino 40-60 km/ora, nel precipitare giù, per 2000-3000 metri, nel versante padano.

È comunque abbastanza caldo rispetto alle temperature preesistenti in pianura,  e per di più molto povero di vapore perché, nell’ascesa forzata del versante settentrionale delle Alpi, perde sotto forma di precipitazioni gran parte della sua originaria umidità, mentre nella vertiginosa discesa sul versante padano subisce una compressione e quindi un brusco riscaldamento di 8-12 °C.

Data la sua secchezza, nel turbinoso strofinio con gli ostacoli al suolo, il Föhn acquista un’elevata carica elettrica positiva.


Ma tale eccesso di cariche elettriche positive nell’atmosfera in effetti interferisce con i nostri pensieri le quali, notoriamente, sono legati alla trasmissioni di microcorrenti elettriche tra i vari neuroni.

Ecco perché la “sindrome da Föhn” si manifesta in realtà soprattutto con profonde alterazioni della sfera psichica.

D’altra parte è noto che le cariche positive stimolano una maggiore produzione di serotonina, un ormone il cui eccesso induce, però, depressione, sconforto, insonnia, agitazione, irritabilità, senso di oppressione, difficoltà di concentrazione, accentuazione dei comportamenti nevrotici e psicotici e, in alcuni individui, anche diminuzione della libido, probabilmente a causa di squilibri ormonali. Tutti questi disturbi vengono “sentiti” di solito già 6-12 ore prima che si scateni in loco del Föhn.

Gli ioni positivi, non contenti, per di più paralizzano le ciglia vibratili dei bronchi, riducendo così la capacità di espulsione del catarro e delle sostanze inquinanti inalate, e determinano una minore utilizzazione di ossigeno da parte dell’organismo, condizione questa favorevole all’insorgenza di crisi asmatiche e anginose.

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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