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Prima ancora della gola e dei bronchi. Ecco il perché

Con il freddo l’organismo tende ad irrorare di meno le parti periferiche del corpo (viso, naso, mani, piedi) per ridurre al minimo la dispersione di calore corporeo verso l’esterno.

Ma in questo modo tali aree del corpo subiscono anche una diminuzione degli anticorpi in circolazione  nel sangue e quindi divengono maggiormente esposti a fenomeni infiammatori (i geloni) e infettivi, come  raffreddore, tosse e influenza. 

Ma a rendere il nostro corpo più facilmente aggredibile da virus e batteri contribuiscono anche altri fattori ambientali:

  • le particelle inquinanti che irritano naso, gola e bronchi, creando le premesse per una più agevole penetrazione di virus e batteri attraverso le microferite della mucosa;
  • l’umidità, che favorisce l’aggregazione dei microrganismi sulle particelle di polvere dell’ambiente  per poi penetrare nel nostro corpo attraverso la respirazione;
  • gli sbalzi di temperatura causati dal brusco passaggio dall’ambiente troppo riscaldato delle nostre abitazioni e dei nostri uffici al freddo ambiente esterno.

 

A farne le spese sono proprio le prime vie aeree e soprattutto il naso perché il primo ingresso all’apparato respiratorio e quindi quello più esposto appunto a virus, batteri. Del resto non va dimenticato che il naso, oltre a fungere da prima barriera contro i microorganismi, ha anche la funzione di pre-trattare l’aria che poi attraverserà i bronchi per finire nei polmoni, riscaldandola e umidificandola al punto giusto.

Quindi una banale rinite mette in realtà fuori uso questo importante filtro e se il naso è chiuso si è costretti a respirare con la bocca la quale però non è in grado di svolgere le funzione di depurazione, riscaldamento e umidificazione ed ecco allora che gli agenti patogeni raggiungono più facilmente bronchi e polmoni.

 

Suggerimenti?

 

  • Difendere il naso con una sciarpa quando il freddo è intenso;
  •  decongestionare il naso chiuso con i prodotti farmaceutici che vi suggerirà il vostro medico curante.

 

Fonte Articolo: 
Col. Mario Giuliacci