Col. Mario Giuliacci
La sua spirale obbedisce ad una legge universale, valida dalle galassie ai…cavolfiori

Osservate l’immagine di copertina che raffigura la perturbazione, ora prossima alla Francia e alla Spagna, quella stessa che domenica 15 aprile raggiungerà l’Italia.

L’appetto che più balza subito agli occhi è la spirale nuvolosa generata dalle correnti che, con rotazione antioraria, convergono verso un centro di bassa pressione (B), il tipico ”ciclone mobile” che accompagna sempre le perturbazioni atlantiche.

L’accumulo di masse d’aria, convergenti tutte verso la parte centrale del ciclone, costringe le stesse a sollevarsi verso l’alto fino al 10-15 km di altezza. Nell’ascesa forzata si raffreddano di circa 10°C per km, condensando in tal modo appunto sotto forma di nuvole, l’eccesso di vapore acqueo.

 Insomma la spirale è la tracica visibile lasciata delle correnti aeree intorno al vortice di bassa pressione.

Ma qui abbiamo riportato la figura per evidenziare un altro aspetto straordinario., noto a pochissimi

Infatti la forma a spirale è presente in natura non solo nei cicloni  - compresi quelli tropicali come uragani e tifoni - ma  in molti altri strutture, come ad. esempio, la spirale delle chiocciole, la forma di molte piante o fiori, delle onde marine e di molte parti del corpo umano (orecchio, polpastrelli),  nonché nell’universo (es. la sperale delle galassie).

Ma, cosa ancor più straordinaria, tutte tali forme obbediscono ad una stessa legge universale, una legge espressa in formula matematica dalla “Serie di Fibonacci”, il matematico che in pieno Medioevo (sic!) scoprì la “sezione aurea”

La sezione aurea è stata applicata molte volte anche all’arte, tanto che divenne un’ossessione nell’architettura del Rinascimento! . Es. Le dimensioni della Gioconda,. In tempi recenti anche il Palazzo di Vetro dell’ONU.

Comunque il numero aureo era noto anche nell’antichità. Ad esempio le piramidi di Egitto, il Partenone, la cariatidi dell'Eretteo sono state costruite con la regola della sezione aurea. Fibonacci ha avuto però il merito di avere scoperto la legge dell’armonia universale.

Anche la musica ha impiegato la serie numerica di Fibonacci come nelle fughe di Bach, nelle sonate di Mozart,  nella quinta di Bethoven.

 

Col. Mario Giuliacci