In pubblicazione il 17 GIU 2015

Il sole colpevole della artrite reumatoide?

Sorprendenti risultati di una recente ricerca…


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

I risultati di recente ricerca a cura del Laboratorio DOE/ Princeton Plasma Physics e pubblicati a maggio in BMJ (ex British Medical Journal ), mostrano una correlazione "altamente significativa" tra tempeste solari periodiche e l'incidenza dell'artrite reumatoide (RA) e artrite a cellule giganti (GCA), due malattie autoimmuni molto debilitanti. I risultati di una rara collaborazione di fisici dell'atmosfera  e ricercatori medici suggeriscono una relazione tra le esplosioni solari e l'incidenza di queste malattie che potrebbero portare a misure preventive se potrà essere confermato un nesso causale.

RA e GCA sono malattie autoimmuni in cui gli anticorpi  attaccano erroneamente i propri organi e tessuti.  La RA è caratterizzata da infiammazioni e gonfiori alle articolazioni e può causare danni paralizzanti se non trattata. La GCA è caratterizzata invece da una  infiammazione della parete delle arterie, che porta a mal di testa, dolori alla mandibola, problemi alla vista e persino cecità nei casi più gravi.

I risultati trovati  mostrano un aumento periodico degli episodi di RA e GCA in  sintonia con il periodo di 11 anni di attività magnetica del sole legata alle macchie solari.

Quando il numero delle macchie solari raggiunge il numero massimo sulla superficie del sole,  vi è  un aumento del numero di esplosioni solari. Quelle più intense,  chiamate CME (Coronal Mass Ejections)  sono brusche  fiammate fino a 1 milione di km di distanza dal sole e che proiettano nello spazio interplanetario  milioni di tonnellate  di gas-plasma elettricamente carico (protoni, elettroni, nuclei di elio).   Tale Flusso di particelle cariche in movimento  nello spazio è noto come "vento solare"  ed essendo costituito da particelle cariche in movimento,  dà luogo, secondo le legge della Fisica ad un campo magnetico viaggiante, qualche migliaia di volte più intenso di quello terrestre. Il  vento solare viaggia alla velocità di 300-800 km al secondo per cui dopo 48-72 ore potrebbe incrociare l'orbita terrestre, sconquassando il campo magnetico terrestre con le tipiche note "tempeste magnetiche"

Le tempeste geomagnetiche  disturbano i servizi di telefonia cellulare, provocano danni ai satelliti e possono mettere fuor uso le centrali delle reti elettriche. Gli effetti delle tempeste geomagnetiche  si avvertono soprattutto alle alte latitudini della Terra ove danno luogo alle spettacolari aurore boreali.


La ricerca  si è concentrata sui casi di RA e GCA registrati in Olmsted County, Minnesota, sede della Mayo Clinic, in oltre cinque decenni. I fisici hanno confrontato i dati medici con gli indici di attività geomagnetica dal 1966 attraverso 2007:  in totale  207 casi di GCA e tu 1.179 casi di RA.

La ricerca ha appunto dimostrato che vi era una correlazione più forte tra le malattie e l'attività geomagnetica. L'incidenza della GCA incidenza - definito come il numero di nuovi casi per abitante per anno nella contea -  raggiungeva un picco regolarmente entro un anno dalla più intensa attività geomagnetica, mentre l'incidenza RA scendeva a un valore minimo entro un anno di attività  minima. 

 Tale ricerca ha per di più  rilevato una maggiore incidenza della malattia nelle sezioni del paese che hanno maggiori probabilità di essere colpiti da attività geomagnetica. Ad esempio, l'incidenza più pesante è sta osservata lungo le  latitudini geografiche della East Coast che sono stati inferiori a quelli sulla West Coast. Questa asimmetria può riflettere il fatto che alte latitudini geomagnetiche - zone più soggette ad attività geomagnetica - hanno valori più bassi  sulla costa orientale che sul lato opposto del paese.

Mentre Washington, DC, si trova appena 1 grado più a nord di San Francisco geograficamente, ad esempio, la capitale degli Stati Uniti è di 7 gradi più a nord in termini di latitudine geomagnetica.

Tra i possibili connessioni  di causa-effetto  i ricercatori  hanno individuato una riduzione della produzione di melatonina, un mediatore antinfiammatorio con effetti immuno-miglioramento, e aumento della formazione di radicali liberi in soggetti sensibili. 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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