In pubblicazione il 13 LUG 2015

La foto del giorno: nube da tornado

Nube ripresa nell'imminenza della genesi del caratteristico "funnel" del tornado. Come nasce un tornado...


Fonte Immagine: Photographer: Bachir Badaoui su http://epod.usra.edu

 

Una singola cellula temporalesca ha di solito dimensioni intorno a 5-10 km ma, in realtà, all’interno di un temporale sono in genere presenti contemporaneamente più cellule temporalesche (struttura multicellulare).

Però nei temporali più rovinosi e violenti capita di osservare in genere una sola grande cellula (struttura a supercellula). I temporali a supercellula, pur “funzionando” fondamentalmente allo stesso modo di quelli a multicellula, mostrano rispetto a questi alcune importanti caratteristiche supplementari, responsabili poi dei loro effetti decisamente  spettacolari e disastrosi. Molto rari in Italia e più generale in Europa, sono invece frequenti nel Sudest Asiatico, in India e nel Nord America, dove a volte danno vita, tra l’altro, ai tornado. Più estesi e duraturi dei cugini a multicellula, i temporali a supercellula, oltre a generare i temibili tornado, favoriscono anche, dentro la nubi temporalesca, la formazione di enormi chicchi di grandine, spesso di diametro superiore a 10 centimetri, mentre le raffiche di vento superano in genere i 150 chilometri orari. Perché si sviluppi una supercellula occorre che i venti siano forti e che, nello stesso tempo, ruotino la loro direzione di provenienza man mano che si sale con la quota (wind shear). La giusta combinazione nella velocità e nella variazione della direzione dei venti è infatti in grado di imprimere alla colonna d’aria calda che sale un caratteristico moto rotatorio a trottola: se ciò avviene la nube temporalesca diviene un mesociclone, ovvero un ciclone di piccole dimensioni che dalla nube temporalesca si allunga verso il suolo con vortice nuvoloso che è appunto il tornado vero e proprio. Al comparire del moto rotatorio, aumenta anche al velocità del vento, fino a toccare talvolta i 250 km/ora. Le turbinose correnti salgono a spirale all’interno della nube, dove sospingono verso la sommità goccioline d’acqua e cristalli di ghiacci, i quali, trascinati più volte su e giù dentro la  nube dalle forti correnti ascendenti (updraft), aumentano le loro dimensioni nella collisione con altre gocce di nube. L’outflow al top della nube dà luogo a una formazione ad incudine (anvil) nelal parte posteriore rispetto al moto e ad un’latra, molto più estesa , nel verso del moto mentre l’outflow al suolo, oltre a  generare poderosi e violenti gust front nel verso nel moto, dà anche  luogo ad una linea laterale (Flanking line) di nubi cumuliformi dalla parte in cui posto l’inflow.  

I temporali a supercella possono durare qualche ora, percorrendo spesso più di 100 chilometri. La loro maggiore durata, così come la loro maggiore violenza rispetto ai cugini a multicellula, deriva proprio dalla presenza, all’interno della nube temporalesca, di correnti ascendenti di gran lunga più violente e che, tra l’altro, conferiscono alla nube  anche il tipico aspetto a cupola nella parte centrale del top nuvoloso (overshooting).   

 

Figura: schema di una nube da tornado


Foto ripresa a Sacramento

 

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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