In pubblicazione il 16 LUG 2021

La sindrome da temporale

Tuoni, lampi, fulmini e saette, un esibizione di bellezza ma anche di violenza della natura, e per molti è una sofferenza


Fonte Immagine: Pixabay modificata

I temporali estivi come quelli, numerosi, attesi per il fine settimana, sono una delle peculiarità del clima estivo del nostro Paese. Le aree più temporalesche della Penisola sono le regioni alpine, e le vicine aree della pianura padano-veneta. La massima frequenza si raggiunge allo sbocco delle grandi valli alpine (come la Valle d’Aosta e la Valle dell’Adige) o là dove, come il Friuli, la più contenuta altezza della catena alpina facilit le incursioni di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico. E infatti sono queste aree ove di solito i temporali sono più violenti tanto da dare luogo talvolta a trombe d'aria. Insomma, un fenomeno atmosferico che fa normalmente parte del clima italiano, mentre meno "normale" è la reazione che scatena in alcuni individui.


Arriva il temporale, e son dolori

Ma  per molte persone, quando la scura e minacciosa nube temporalesca si affaccia all’orizzonte, inizia un vero e proprio supplizio. Innanzitutto perché sono in molti coloro che soffrono di “ceraunofobia”, la paura dei tuoni e lampi. In altri invece compare tutta una serie di malesseri fisici, come dolori alle articolazioni e ai muscoli, mal di testa, insonnia, stanchezza e persino attacchi di asma. Anche lo stato d’animo ne può risentire e nei 10-20 minuti che precedono l’arrivo della pioggia, ecco che depressione, malinconia e nervosismo possono prendere il sopravvento. Tutti disturbi legati in parte al calo della pressione atmosferica e in parte al fatto che poco prima dell’arrivo del temporale l’aria diviene fortemente elettrizzata, con una prevalenza però di ioni positivi, i quali hanno la brutta abitudine di stimolare nel cervello la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che quando è troppo abbondante rompe l’equilibrio che garantisce il nostro benessere.


Tuoni e fulmini, che spavento! 

I disturbi durano fino allo scatenarsi dei lampi, che hanno il merito appunto di rimuovere dall’atmosfera le malefiche cariche positive. Anzi, in genere, all’arrivo delle prime gocce di pioggia, al nervosismo subentrano d'incanto calma e un'appagante sensazione di benessere, per cui all'improvviso ci si sente addirittura su di tono. In alcuni individui però i lampi e i tuoni che accompagnano il temporale – fenomeni che colpiscono fortemente i sensi – scatenano appunto, come già accennato, vere e proprie crisi di panico: una paura che è l’eco probabile di terrori ancestrali, ma talvolta anche la possibile traccia lasciata nel subconscio da qualche trauma avvenuto in età infantile.

 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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