In pubblicazione il 16 LUG 2015

Meglio al sole sulla sabbia o sugli scogli? Bel dilemma!

Per prendere l’agognata tintarella c’è chi preferisce distendersi sulla sabbia e chi invece opta per qualche isolata scogliera ma ai fini dalla salute la scelta non è indifferente …


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Gli scogli al mare vengono di solito scelti come luogo ove appartarsi a prendere il sole, lontani da occhi indiscreti. Ma gli scogli in genere hanno anche un effetto sulla salute. Infatti gli spruzzi d’acqua sollevati dall’infrangersi delle onde, arricchiscono l’aria di preziosi sali minerali - come Iodio, Cloruro di sodio, Magnesio, Manganese e Fluoro - elementi che stimolano l’attività della tiroide, potenziano il sistema immunitario e disinfettano l’apparato respiratorio. Però gli scogli hanno anche alcune controindicazioni.

Innanzitutto debbono essere evitati da chi soffre di ipertiroidismo perché qui le alte concentrazioni di Iodio nell’aria aggraverebbero la patologia. Inoltre costringono a prendere il sole in posizioni scorrette e innaturali, con il rischio di riacutizzare lombalgie e dolori cervicali in chi già soffre di mal di schiena o di contratture muscolari. Per di più sugli scogli è elevato il rischio di prendere verruche o micosi, i cui germi trovano il loro ambiente ideale nell’acqua che ristagna a lungo nei piccoli avvallamenti della roccia.

Ed adesso vediamo vizi e virtù della sabbia. Qui il rischio di infezioni è molto basso perché non vi sono pozzanghere in cui l’acqua possa ristagnare e per di più microrganismi e funghi non si fermano in superficie ma penetrano in profondità. E la particolare struttura in fini granuli favorisce anche la sterilizzazione dei primi millimetri di copertura sabbiosa da parte dei raggi ultravioletti. La composizione chimica dei granuli di sabbia non ha alcuna virtù terapeutica ma sui granelli vi è sempre un piccolo invisibile deposito dei sali contenuti nelle acque del mare. Ad esempio, le sabbie delle coste campane sono ricche di composti della zolfo, sostanze  molto comuni del resto nelle  immediate vicinanze dei vulcani attivi.

Queste sostanze possono essere assorbite  dall’organismo con le sabbiature che, per essere efficaci, debbono essere eseguite con sabbia prelevata dal bagnasciuga, tenuta ad essiccare al sole e con la quale ricoprire poi tutto corpo, ricordandosi però di  rinnovarla di quando in quando. La sabbia ha benefici effetti anche in coloro che hanno reumatismi. In questo caso deve essere applicata sulla parte sofferente dopo però che è stata esposta per un periodo sufficientemente lungo al sole, ma non troppo da procurarvi qualche dolorosa scottatura.


Le sabbie molto fini delle coste adriatiche sono le meno idonee allo scopo perché i raggi solari riescono a surriscaldare solo il primissimo strato superficiale mentre, immediatamente sotto, la sabbia rimane fredda. Molto indicate invece per i reumatismi le sabbie scure di origine vulcanica – come quelle dell’Isola d’Elba – che, per il loro elevato contenuto in ferro, riescono a trattenere molto calore. Ma anche qui… attenti alle scottature!

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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