In pubblicazione il 30 SET 2015

Pecore più piccole per colpa del caldo

Il recente cambiamento climatico, e in particolare l’aumento delle temperature medie, sta modificando le caratteristiche di una particolare razza ovina


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Secondo le più classiche teorie evoluzioniste, la taglia media delle pecore selvatiche dovrebbe crescere nel corso dei decenni, generazione dopo generazione, perché in un ambiente non addomesticato gli animali più grandi e robusti si garantiscono maggiori probabilità di sopravvivenza. Eppure ciò che è stato osservato in Scozia, a Hirta, la più grande delle isole dell’Arcipelago di Saint Kilda, sembra contravvenire a tutto ciò che la scienza evoluzionista dà per scontato!

Alcuni ricercatori provenienti dalle università di Leeds, Cambridge, Edimburgo e Stanford hanno fatto difatti una curiosa scoperta riguardante un animale caratteristico di quest’isola: le pecore di Soay, tra i più antichi animali addomesticati d’Europa, caratterizzate da un codice genetico rimasto immutato dai tempi del Neolitico, stanno difatti dimagrendo! In base alle analisi degli studiosi difatti la taglia media di questi animali nel corso degli ultimi 25 anni si è ridotta di circa il 5%.

In seguito ad analisi approfondite i ricercatori sostengono anche di aver individuato la causa di questa anomalia nel cosidetto “effetto giovane mamma”: più giovane è l’animale quando partorisce, più piccola risulta la taglia della prole. Secondo gli studiosi inglesi quindi le pecore dell’isola scozzese son diventate più piccole perché hanno cominciato a partorire in età via via sempre più giovane. Tuttavia questo evento non sembra in grado di spiegare da solo il rapido “dimagrimento” delle pecore di Soay, e anzi, secondo Tim Coulson, professore di Biologia presso l’Imperial College di Londra, può al limite giustificare la mancata crescita di taglia della specie, ma non certo il suo rimpicciolimento. Di chi è allora la colpa se le pecore stanno diventando sempre più piccole?


Sempre Coulson indica nel clima il maggiore indiziato di tale anomalo fenomeno: secondo il professore inglese difatti con gli inverni che negli ultimi decenni sono diventati sempre più corti e miti, le pecore non hanno più bisogno di accumulare tutto il grasso che invece era necessario per superare le rigidissime stagioni di qualche decennio fa. Inoltre l’addolcimento del clima in queste terre ai margini del Circolo Polare ha reso nel complesso tutto l’ambiente più ospitale, facilitando la vita di questa specie, che quindi nell’ultimo periodo ha subito una selezione meno rigida che ha consentito anche agli esemplari poco robusti di sopravvivere e procreare. Insomma, il surriscaldamento del nostro Pianeta, tra i tanti dannosi effetti, sta anche modificando una delle specie animali più antiche della Terra.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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