In pubblicazione il 27 GIU 2015

Quando i fulmini giocano...

Fulmini bizzarri come i fuochi di Sant'Elmo e le "fire ballas"


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Sono più di 10.000 le persone che nel mondo ogni anno vengono colpite, i maniera più o meno grave, dai fulmini, con effetti che vanno dalla morte per folgorazione, a scottature di varia grado, lesioni permanenti di organi interni. I danni poi ad opere, manufatti, elettrodotti sono ingenti e, solo in Italia, assommano a varie centinaia di migliaia all’anno.

Gli alberi sono frequente bersaglio dei fulmini perché, per il noto effetto elettrico del potere disperdente delle punte, anch’essi tendono disperdere sulla colonna d’aria sovrastante le cariche elettriche sottratte al suolo - così come avviene nel parafulmine – creando anche in questo caso un colonna d’aria conduttrice tra l’albero e  la base del temporale.

 Per quanto riguarda i danni agli edifici le statistiche indicano che il 55% circa dei fulmini colpisce campanili, torri late e guglie, il 38% i camini, il 6% i tetti. Questo spiega anche il perché il campanile di S.Marco a Venezia sia stato danneggiato dai fulmini ben 9 volte.

A seconda del loro aspetto e delle loro caratteristiche i fulmini vengono diversamente classificati: a linea, di ritorno, a razzo, lampi di calore, diffusi, a perla, superficiali. Tuttavia, tra tutti, i più suggestivi sono senz’altro i Fuochi di Sant’Elmo e i Fulmini  globulari.


In particolari condizioni ambientali – così come in corrispondenza a sporgenze rocciose aguzze, alberi delle navi a vela – le forze elettriche generate dalle cariche presenti sulla superficie terrestre subiscono una notevole intensificazione cosicché anche la corrente elettrica di bel tempo , nonostante l’assenza di nubi temporalesche, può generare scariche con emissione di luce, specie se nell’atmosfera vi sono molte cariche elettriche generate per strofinio da venti secchi. In questi casi dalle sporgenze si sprigiona una fiamma molto luminosa le cui propaggini si spingono in alto per parecchi metri, disegnando nell’aria figure che cambiano da un istante all’altro. Talvolta addirittura le fiammelle di diramano dal capo e dalle estremità del corpo degli alpinisti e la luce “emessa” dalla testa assume l’aspetto di un vero e proprio alone, simile a quello che  circonda il capo dei Santi nei dipinti sacri. 

Poiché tutte queste manifestazioni luminose vengono osservate il più delle volte sulla cima degli alberi delle navi  a vela in mare aperto, sono citate come Fuochi di Sant’Elmo, il Santo protettore dei naviganti. Il fenomeno si manifesta spesso anche sulla cima dei bastioni del porto di Malta ove i marinai inglesi lo chiamavano il corposant  ( il corpo del Santo ).

Ma tra tutti i fulmini i più bizzarri sono quelli globulari ( denominati  anche fire ballas ), simili a vaganti palle di fuoco – ma senza emanazione di calore – in genere di color arancione o rosso-arancione o bianco intenso,  con un diametro di 20-30 cm, e che di solito di manifestano in presenza di nubi temporalesche. Il fenomeno è così raro e curioso tanto che in passato ne era stata messa in forse l’esistenza. Ma oggi al riguardo non si nutrono più dubbi, dopo che è stato possibile riprodurlo in laboratorio. Ma ecco alcune stranezze dei fulmini globulari: attraversano, senza arrecare danni, lastre di ceramica; si muovo in senso contrario alle correnti aeree; prediligono i luoghi chiusi, ove entrano attraverso porte o finestre  aperte ma, soprattutto dai camini, probabilmente per la presenza di gas ionizzati sulla colonna d’aria calda che esce dal camino stesso.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

ULTIMI ARTICOLI

19 NOV
Finalmente è arrivata. La classica aria “dal sapore di neve” ha raggiunto il Centro Nord Italiano. Basterà per la neve in pianura?
l secondo freddo alle ore 22.00 del 19 novembre
18 NOV
Ecco dove e quando. Aggiornamento di sabato mattina
18 NOV
Un’area depressionaria, in arrivo sul Mediterraneo occidentale attiverà temporali e venti di burrasca in arrivo sulle regioni centro-meridionali
18 NOV
Scossa di magnitudo 4.0 in una zona nota
18 NOV
Atteso un picco di 120 centimetri
18 NOV
La città nuovamente colpita dal maltempo
17 NOV
Una perturbazione seguita da aria fredda è in evoluzione dall'Egeo verso ovest: oltre 100-150 mm di accumulo