In pubblicazione il 27 NOV 2015

Scilla e Cariddi, un fenomeno affascinante

Le turbolenti correnti di marea immortalate da Omero


Fonte Immagine: wikipedia

 

Nello Stretto di Messina ogni giorno le onde di marea riversano dal Tirreno allo Jonio e viceversa quasi 600.000 m3 di acqua al secondo alla velocità di 7-8 km all’ora, una portata  grosso modo 600 volte superiore a quella del Po.  Il fenomeno è reso possibile dalla assenza di sincronismo tra le maree dei due bacini. Quando infatti lo Jonio  è in alta marea, il Tirreno si trova in bassa marea ed il dislivello mette in movimento enormi quantità di acqua che risalgono lo Stretto da sud verso nord come Corrente montante.  Ma poi, quando nel corso del  giorno i due bacini si  scambiano i ruoli,  lo  Stretto viene attraversato in senso inverso dalla Corrente scendente. Però in prossimità delle coste, il freno opposto dalla terraferma genera altre due correnti opposte (i Bastardi, controcorrente della montante ed i Refoli, controcorrente della scendente). Dallo scontro tra la corrente primaria e la rispettiva controcorrente prendono a loro volta vita  turbinosi mulinelli, i Vortici, un vero e proprio incubo per i marinai fin dall’antichità. I più  temibili sono quelli di Scilla e Cariddi, immortalati appunto da Omero. Le correnti di marea descritte da Omero suggestionarono pure Virgilio, che le cita nell'”Eneide“ e anche Dante Alighieri, che le menziona nella “Divina Commedia“. E anche Galilei restò impressionato dal fascino di questo tratto di  mare “dalle profondità oceaniche” tra la sponda sicula e quella calabra e nel  suo trattato "il Dialogo" fu il primo a dare una spiegazione scientifica del fenomeno.


 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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