In pubblicazione il 9 MAG 2021

Tsunami: anche molte coste del Mediterraneo a rischio

Il Mediterraneo viene colpito da un grande Tsunami in media una volta ogni 100 anni. Simulato al computer gli effetti sulle aree più a rischio


Fonte Immagine: Pixabay modificata

Un team di ricercatori europei ha sviluppato un modello per simulare l'impatto di maremoti generati da terremoti e lo ha applicato al Mediterraneo orientale. I risultati mostrano come le onde di tsunami potrebbero colpire e inondare le zone costiere del Sud Italia e della Grecia. Lo studio è stato pubblicato già qualche anno fa, nel settembre 2015, sulla rivista scientifca Ocean Science, una rivista ad accesso libero edita dalla EGU (European Geosciences Union).


Anche se non così frequente come nel Pacifico e Indiano,gli  tsunami si verificano anche nel Mediterraneo, soprattutto a causa dei terremoti generati quando la placca africana si incunea sotto la placca euroasiatica. Circa il 10% di tutti i tsunami di tutto il mondo  accadono nel Mediterraneo, con in media, un tsunami  catastrofico una volta al secolo. Il rischio per le zone costiere del Mediterraneo è elevato soprattutto in virtù dell'alta densità di popolazione, considerando che lungo le coste che si affacciano su questo bacino vivono oltre 130 milioni di persone. Inoltre, viste le dimensioni limitate del Mare Nostrum, le eventuali onde di tsunami devono coprire distanze relativamente brevi prima di colpire le coste, e quindi anche il tempo per il preavviso è davvero risicato. Lo studio risulta quindi importanet perchè mostra l'estensione delle inondazioni in aree selezionate lungo le coste del Sud Italia e della Grecia, nel caso in cui venissero interessate da uno tsunami di dimensioni notevoli.


Il team di ricercatori, per giungere ai risultati cercati, ha sviluppato un modello al computer per rappresentare come gli tsunami nel Mediterraneo potrebbero formarsi, diffondersi e colpire le coste, utilizzando tra l'altro dettagliate informazioni sulla profondità fondo marino e sulla topografia costiera. Gli studiosi nel modello al computer hanno simulato gli effetti di terremoti di magnitudo 7 che si verifichino al largo delle coste della Sicilia Orientale piuttosto che a sud dell'Isola di Creta, e i risultati mostrano che, in entrambi i casi, verrebbero generati degli tsunami capaci inondare in modo devastante le regioni costiere più basse le aree costiere basse, quelle collocate fino a 5 metri al di sopra del livello del mare. Le conseguenze più gravi, in particolare, si osserverebbero a Creta, dove circa 3,5 chilometri quadrati di territorio verrebbero sommersi dal mare!

Secondo gli autori dello studio, sebbene nel modello siano stati considerati tsunami causati da terremoti di notevole intensità, e quindi sicuramente da episodi rari, c'è tuttavia una storia documentata di eventi significativamente più grandi, in termini di aree  investite dal terremoto e di magnitudo della scossa principale, che si sono verificati in passato nel Mediterraneo, e ciò significa che nella regione sono possibili catastrofi ancor più devastanti. Del resto, gli studi mostrano come nel 365 d.C. il tratto di mare al largo delle coste di Creta sia stato interessato da uno sciame di terremoti di incredibile violenza, di magnitudo compresa tra 8 e 8.5, con la formazione di uno tsunami che devastò diverse importanti città costiere dell'epoca in Grecia, Italia ed Egitto, tra cui anche Alessandria d'Egitto, in cui si contarono circa 5000 vittime a causa di tale disastro naturale. Il più recente devastante tsunami nel Mediterarneo è quello che interessò l'area di Messina nel 1908 quando, a seguito di un viokento terremoto di magnitudo 7, onde di oltre 10 metri metri di altezza si abbatterono sulla costa, devastando la città e uccidendo migliaia di persone. 

 



Fonte Articolo: Mario Giuliacci

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