In pubblicazione il 7 NOV 2015

In una mattinata nebbiosa, aerate la camera da letto?

Non temete che l'apertura delle finestre faccia entrare in casa aria umida?


Fonte Immagine: PublicDomainPictures

 

La nebbia è un inequivocabile sintomo che l’umidità relativa dell’aria in quel luogo e in quell’istante  ha raggiunto il valore del  100%.  Ricordiamo che l’umidità relativa indica non tanto quanti grammi di vapore ci sono nel volume d’aria considerato ma piuttosto quanto l’aria sia più o meno vicina alla saturazione: ad esempio, una umidità relativa del 70% significa che alla massa d’aria manca ancora, a quella temperatura, il 30%, per diventare satura e quindi condensare sotto forma di nebbia o di nube.

La casalinga (o il casalingo) che, al primo mattino, vuole aprire le finestre per cambiare l’aria, potrebbe di conseguenza pensare che, se lo facesse, l’umidità in casa aumenterebbe.

Niente di più sbagliato! In effetti negli ambienti chiusi con  una temperatura interna  di 20 °C e umidità relativa intorno 60% - i valori ottimali  dal punto di vista del confort fisiologico -  l’umidità assoluta reale, a quella  temperatura, equivale a circa 12.5 grammi di vapore per  metro cubo di aria. Supponiamo allora che, con tali iniziali condizioni, in una mattina nebbiosa con aria esterna a zero gradi (e quindi umidità assoluta  pari a 4.5 grammi per metro cubo), decidiate di aprire le finestre per il ricambio dell’aria, e supponiamo che, a seguito di tale azione,   la temperatura dei locali  scenda fino 10 °C. Il rimescolamento  tra il metro cubo di nebbiosa aria esterna con contenuto di 4.5 grammi e quella  interna,  inizialmente con 12.5 grammi per metro cubo darà luogo, all’interno dell’ambiente, a una nuova massa d’aria, il cui contenuto di vapore sarà, ovviamente, all’incirca la media dei due valori ovvero circa  9 grammi metro cubo.

Conclusione: l’aria  nei locali appena aerati passerebbe dai 12.5 grammi per metro cubo ad appena  9 grammi: insomma diventerebbe più secca di quella preesistente.


Paradossale, vero? È chiaro allora che le casalinghe che nelle giornate nebbiose non aprono le finestre, nel timore che entri in casa troppa umidità, in realtà compiono un madornale errore.

 

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci
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